Curiosità... anche il bikini ha una storia

Anni 20:
Per la spiaggia si indossava una mutandina nera e sopra a questa, sul petto e sui fianchi, annodava due fazzoletti.

Anni 30:
Compaiono gli antesignani del bikini, ancora molto casti hanno i pantaloncini staccati dal pezzo di sopra cui restano attaccati da un semplice triangolo di tessuto. I costumi da bagno erano, a quel tempo, realizzati in lana, lavorati ai ferri.

Anni 40:
Ma sarà Louis Réard, stilista francese, a presentare nella sua collezione da bagno il 3 luglio del 1946, alla piscina Molitor di Parigi, un due pezzi audace battezzato per la priam volta "bikini" (foto sotto). L'artista lo battezzò bikini perché tre giorni prima, il 30 giugno, gli Stati Uniti avevano condotto un devastante esperimento nucleare sull'atollo di Bikini e Réard disse che riteneva la sua creazione "esplosiva" proprio come la bomba atomica utilizzata sull'isoletta.
È considerato audace non tanto perché è un due pezzi, ma perché scopre l'ombelico considerato fino ad allora il confine del comune senso del pudore (n.b. pare che lo stilista non abbia mai fatto indossare il bikini a sua moglie!).

Anni 50:
Il periodo delle maggiorate: il costume è uno strumento per modellare ed evidenziare le "parti migliori".

Anni 60:
Il bikini è finalmente accettato nelle spiagge e nelle piscine pubbliche. Il due pezzi è arricchito da frange e da volants. Molto trendy sono anche le coppette imbottite e le mutandine a triangolo, i decori in metallo e in plastica, i ricami in perline e i trafori all'uncinetto...

Anni 70:
Elio Fiorucci lancia il bikini di carta che lascia passare i raggi del sole e una ragazza brasiliana inventa il tanga, stracciando il suo costume per fare colpo ad un ballo in maschera sulla spiaggia di Ipanema. Un mese dopo il boom: tutte lo indossano come costume da bagno!

Anni 80:
Vanno di moda i bikini ridottissimi, quasi primitivi, talvolta realizzati in pelle e con decorazioni tribali.

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